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Rigore e creatività nella strategia aziendale. Impegno e passione nel trasformarla in successo tangibile. Dal 1981
 
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Geostrategia XXI: (Geopolitica + Geoeconomia)

Paolo Dealberti, Jewir World Vol. 10, 2018



Una lettura impegnativa, per addetti ai lavori, ricca di spunti interessanti. Già comprendere i termini utilizzati è una sfida ma, superato il linguaggio molto tecnico, ricco di acronimi proposti ex novo dall'autore, si entra in un mondo di razionalità dove il tentativo di spiegare fenomeni complessi si fa sempre più convincente. E i contenuti via via più chiari.


 

7 azioni per conquistare i nuovi consumatori

L’azienda 4.0 riparte dal marketing non dalla fabbrica. Non piu’ target e clienti ma persone e universi emozionali. Cosi’ l’azienda entra nella vita delle persone. E si possono promuovere le iniziative capaci di fare breccia: fiducia, territorio, riciclo, uso e non acquisto.



 



Sono quattro i fattori che condizioneranno maggiormente i consumi del mercato europeo a breve termine: i nuovi governi che condizionano la capacita’ di spesa; la concorrenza che si fa sempre più accesa da parte di chi sta rilanciando la propria azienda; le innovazioni che diventano piu’ sostanziali; il potere d’acquisto degli “over 45” che si fa piu’ rilevante.



Se dovessimo sintetizzare in una frase cosa sta succedendo nel rapporto tra imprese e mercato, diremmo che “L’azienda entra nella vita delle persone”: non più target ma comunita’ di persone, quindi. A partire da qui, le aziende di successo puntano sulle sinergie marketing-commerciale per far percepire l’offerta come sostenibile. Ecco sette azioni specifiche da mettere in pratica  in azienda nel 2018…


 

Lo scenario geopolitico per il business (Cina e altro)

Per cogliere le opportunita’ ed evitare perdite ingenti, sono utili ai capi azienda le analisi geopolitiche nelle quali individuare i possibili impatti sul business. Ecco lo scenario 2018 per Cina, Africa e Americhe.



In molti Stati le strutture governative centrali si dissolvono in una miriade di scontri per il potere. In Asia si assiste a un equilibrio tra Cina, Corea, Giappone e Stati Uniti. Questi ultimi potranno mantenere il ruolo politico di primo piano solo se sapranno trascendere gli interessi particolari e rispettare profondamente la storia e la cultura di ogni paese.



E opportunita’ e rischi per le aziende impegnate nella globalizzazione abbondano…


 

Lo scenario geopolitico per il business (Europa)

Geopolitica e geoeconomia hanno impatti diretti sul business e i relativi scenari hanno l’intento di farci cogliere le opportunitàa’ ed evitarci perdite ingenti. Ecco quello 2018 per l’Europa. 



L’unità comunitaria non si rispecchia ancora nella creazione di un nuovo soggetto politico e soffre di un’autorità farraginosa e di debolezza ai confini. La strada per assumere il rango di struttura continentale come entita’ unitaria e’ ancora lunga. Ma l’economia si rafforza e mantiene prospettive positive. E le opportunita’ per le aziende non mancano…


 

La sicurezza collettiva a New York

Il recente episodio di terrorismo a New York  rilancia il tema della sicurezza collettiva e della nuova strategia  della polizia. La citta’ aveva gia’ fatto scuola negli anni di Giuliani e della “Tolleranza Zero, un successo copiato nel mondo, a esempio a Cape Town con risultati molto positivi.



Si e’ poi adottata una nuova filosofia operativa, considerata di grande efficacia. Un nuovo approccio che coinvolge direttamente le aziende del settore alle quali si sono esternalizzate strutture e servizi creando nuove collaborazioni e nuove opportunita’...


 

Parigi smart e il design urbano

Parigi sta attuando un’interessante sperimentazione per modificare la propria struttura urbana con il coinvolgimento locale. Il primo esempio di questa governance dal volto umano e’ Place de la Nation con un esperimento iniziato lo scorso 10 aprile.



Un quartiere che si muove nella direzione di una smart city attraverso l'ottimizzazione e l'innovazione dei servizi pubblici cosi’ da mettere in relazione le infrastrutture materiali della citta’ con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi la abita...


 

Mercati musulmani in grande sviluppo

L’aumento costante e vertiginoso della popolazione musulmana nel mondo spinge i prodotti considerati halal, cioe’ in conformità con la legge islamica, a interessare da vicino anche le aziende italiane.  



Questa economia esprime mercati che sono in espansione, caratterizzati, come quelli del Golfo, dal piu’ alto tasso di crescita per le aziende italiane. Con un importante impatto anche sul mercato interno come dimostrano la moda e il turismo... 


 

Londra: nuovo business nel Terzo Settore

Si puo’ dire che tutto inizia dal piccolo. Piccolo come un bicchiere da caffe’ in plastica da bere quando si asporta. Nel Regno Unito hanno calcolato che ne usano 7 milioni al giorno. Ovvero 2 miliardi e mezzo ogni anno che significa in media 5000 ogni minuto.



Non sorprende quindi che a Londra abbiano deciso di reagire trasformando questa immane quantita’ di plastica in une risorsa da riciclare. Hanno reso disponibile una mappa online in cui i londinesi e i turisti possono trovare  uno dei 100 luoghi di raccolta pubblica dei contenitori, una comunita‘ in Twitter che gravita intorno a #SquareMileChallenge e il progetto di riciclaggio...


 

Il futuro che serve ha le radici nel presente

I cardini del futuro sono i cambiamenti in corso: nella societa', nei valori emergenti, nella demografia, nelle scienze e nella conoscenza.

Conviene, allora, concentrarsi su di essi, comprendere quali potranno avere piu' rilevanza per la nostra azienda e trovare il modo di trasformarli in opportunita'.



Il difficile e' che "devi essere astuto come l'uomo della strada e intelligente come uno istruito per trovare gli strumenti giusti poiche' in diversi momenti ci sono differenti fattori che trasformano il mercato". Allora come scoprirli? 


 

Il trascorrere del tempo, visto a ritroso, non ci sembra cosi' veloce...

Ogni epoca ha la sua velocita' del tempo percepita nel quotidiano. Per non essere travolti dalla complessita', basta quindi sapere cosa considerare come espressione del pulsare del mondo. La chiave e' comprendere le forze tecnologiche.



Ansia da velocita', connessione, uomo-rete, intelligenza cumulativa, spazio e genetica. Ecco come questi argomenti ci riguardano da vicino...


 

Brexit significa Brexit? Ecco i dubbi di oggi

Le conseguenze di Brexit sono state trattate da numerose fonti, prevalentemente da una prospettiva politica. Le scienze sociali ci vengono incontro per allargare l'analisi di un tema che deve essere inquadrato in tutta la sua complessita'. 



A favore di Brexit hanno prevalentemente votato i territori dove la globalizzazione ha generato un maggiore shock: l'area centro-sud del Paese, esclusa la grande Londra. Ma alcuni dubbi fanno supporre che le cose non andranno proprio come comunemente si crede...

 


 

Putin e la rinascita della Russia

Merito del primo Putin e' di aver fatto uscire la Russia dalla confusione degli anni '90 e dall'instabilita' economica e criminale. Con il terzo mandato si e' concentrato sulla ricostruzione ideologica e morale lanciando il rinascimento nazionale... e cosi' incappando nelle sanzioni volute da Europa e Stati Uniti.



 



Dal punto di vista delle imprese, si calcola che le sanzioni costino all'Italia 215mila posti di lavoro e 11,8 miliardi di valore della produzione. La biografia di G. Sangiuliano "Putin, vita di uno zar" ci aiuta a capire la probabile evoluzione...


 

Nella tecnologia le basi della "seconda cultura globale"?

Nella nostra storia, un ordine mondiale non e' mai esistito. Ogni civilta' ha

considerato se stessa come l'unica universalmente valida.

Ma oggi le distanze tra i territori sono praticamente annullate e la comunicazione e' diventata globale e istantanea. Cosi' come la minaccia nucleare di distruzione di massa.

Allora, quali prospettive ci attendono?



Il recente "Ordine Mondiale" di Henry Kissinger ci aiuta a chiarire rischi e opportunita' per individuare lezioni utili a condurre le nostre aziende nella complessa scena globale...


 

L'Europa e' l'opportunita' in primo piano

Nelle aree emergenti si conferma la crescita ma con accelerazioni negative. Oggi ci vuole ancora piu' prudenza nel cogliervi le opportunita'.



Le economie sviluppate - area euro e area dollaro - rimangono favorite sia per la tenuta della domanda sia per la salute finanziaria di aziende e governi. Ma ci vogliono nuove idee per le nostre aziende...


 

Nuovo business? Pericoloso sottovalutare l’Europa!

E’ confermato, anche se i piu’ preparati lo sapevano! Il mercato europeo presenta importanti nuove opportunita’ gravemente sottovalutate da quei nostri capi azienda che ancora non reagiscono.



Ne abbiamo parlato e ci siamo confrontati insieme nel corso del 2014, a partire dalle tesi sostenute in “Supereroi d’impresa”. Ora ecco alcuni dati che approfondiscono e offrono nuove prospettive interessanti…


 

L’Europa chiede nuovi prodotti e servizi

Pochi giorni fa ho avuto una “bella” discussione con il sociologo Renato Mannheimer a proposito di Europa. Come superare la visione pessimistica che prevale e aprirci a quella di un ottimismo basato sulla ragione?



L’orientamento prevalente verso l’Europa e’ improntato probabilmente al pessimismo. Ma l’élite al vertice delle nostre aziende e’ consapevole o meno che in realta’ il nostro continente presenta molte opportunita’? Entrambi siamo interessati a capirlo e da qui è nata l’idea del breve questionario Ispo Ricerche (tempo di compilazione 3 min!)


 

Energia senza strategia? Le imprese soffrono

La ripresa? Ci sarà ma la competitività delle nostre imprese rischia di essere minata da un sistema energetico privo di una strategia definita. Sempre alla ricerca dell’equilibrio tra tutela dell’ambiente, salvaguardia dei consumatori e investimenti.



UK vuole restare nel nucleare e punta sullo shale gas. Francia è già il paese più nuclearizzato del mondo nella produzione elettrica. Germania punta tutto sulle rinnovabili. E l’Italia?


 

Veri segnali di ripresa?

Forse ci siamo. Qualcosa sta cambiando intorno a noi. Abbiamo effettivamente superato i momenti piu' critici? Possiamo guardare ai mercati con maggior fiducia?

Numerosi scenari macroeconomici concordano sul fatto che l’economia mondiale e' prevista crescere +4% nel 2014 e +4,5% nel 2015. I paesi trainanti saranno Stati Uniti e Cina. Quali effetti sul nostro continente?
Osserviamo insieme i segnali positivi che fanno ben sperare e adeguiamo la nostra agenda.
 

La dematerializzazione apre nuovi mercati

La logica imperniata sul valore economico -le cose- si sposta verso quella imperniata sulle persone -ed il loro rispetto-. Particolari ingredienti per la vita diventano fondamentali e fin d’ora dobbiamo esserne consapevoli.


 

3 minacce incombono sull’economia italiana

Ci potrebbe volere ancora qualche tempo prima di un nuovo governo in carica. L’opinione degli italiani non sembra risentirne: l’indice di marzo e' salito mentre quello della zona euro e' sceso! Questo forse riflette la convinzione che il prossimo governo alleggerira’ la pressione fiscale dopo la politica di Mario Monti, sostanzialmente rifiutata dagli elettori. E il rendimento dei titoli di stato rimane basso.


 

Davos 2013, tre temi e timida ripresa

Lo scorso anno funeree previsioni per l’euro. E quella del 2013? Tre i temi delle molte discussioni. Caratterizzeranno veramente i mesi a venire?
 

High tech e innovazione determinanti nel dopo crisi

Si prospetta uno scenario completamente diverso da quello conosciuto. Cosa troveremo dopo la crisi? Cosa possiamo fare ora per prepararci?
 

Scenario economico 2012

In piena crisi, nel 2008, ci siamo interrogati su quale sarebbe stato l’anno della ripresa economica: il 43% di voi, imprenditori e top manager, era fiducioso che i primi segnali si sarebbero visti a partire dal secondo semestre del 2009, il 50% guardava con fiducia al 2010 ed il restante 7% prevedeva la ripresa non prima del 2011.
 

Scenario economico 2013

Ci sarà la ripresa il prossimo anno? L’economia permetterà di progredire? Quali elementi avranno maggiori ripercussioni sulla nostra azienda?
 

Ma l’Italia vuole le imprese?

In Italia sta montando un'ostilità verso le aziende e i loro leader? Come mai, considerato che la Repubblica è fondata sul lavoro?


 

Il polso della crisi … parola alle aziende

Come sta evolvendo lo scenario economico secondo i leader di azienda che vi agiscono quotidianamente? Aldilà delle tendenze mostrate dai dati ufficiali.


 

Davos, pessimismo e non solo

A Davos, visioni di breve e medio termine collidono. S’interpretano i vizi, si confermano i sacrifici ma si aprono anche nuove prospettive.


 

Cosa ne sarà dell’euro?

I Paesi con considerevole debito pubblico e senza prospettive di crescita sono l’anello debole della catena dell’euro e vengono attaccati dagli operatori specializzati perché ritengono di poter così affondare l’euro e avere i loro tornaconti. Vedo così delineare tre scenari.


 

Cina, crescere costruendo forti presenze

La Cina e le nuove economie sono le frontiere di crescita del vecchio continente. Le imprese che vorranno approfittarne dovranno disporre di forti presenze locali.
 

Scarsità di risorse sconfitta da mercato e ingegno

Le risorse sono limitate oppure l’innovazione ha la capacità di superarne i limiti? La nostra civiltà ha un termine oppure il mercato e il progresso avranno la meglio? L’ingegno è forse la risorsa più carente.
 

Cina, puntiamo al mercato interno

La Cina è da anni sulle prime pagine dei giornali per i tassi di crescita del Pil che registra ma è ancora un universo sconosciuto per molti. Elemento cruciale è capire quanto dipende dalle esportazioni e quanto dai consumi interni. Le due alternative configurano scenari ben diversi per le nostre aziende.
 

2011, consumi e Pmi rallentano la crescita

Il 2010 è stato un anno di ripresa per tutte le economie dopo l’orribile 2009. In Italia la ripresa è molto lenta e si è fermata a +1,2 per cento. Bene esportazioni e investimenti, male i consumi e Pmi. Facciamo un parallelo tra 2010 e 2006, ultimo anno in cui l’economia italiana si era risollevata da una fase di rallentamento, per capire e prendere decisioni migliori.
 

Servizi batte industria, 3.5 mln di nuovi occupati

Il rilancio dell'economia italiana è possibile su grande scala solo con lo sviluppo dei servizi. E' necessario superare i pregiudizi verso il settore e adottare politiche specifiche per promuovere la trasformazione. Anche le imprese industriali potrebbero avvantaggiarsene.
 

Scenario economico 2011

Come ogni anno, in questo periodo propongo una riflessione sullo scenario, di particolare interesse per il delicato momento che stiamo vivendo. Caratterizzerà l’ambito in cui le nostre aziende dovranno operare e ci consentirà di individuare gli elementi più sensibili. Disporremo, così, di un osservatorio concreto e selettivo, di addetti ai lavori senza distorsioni esterne, che permette anche il confronto con i dati dello scorso anno, così da avere una visione dinamica delle criticità. Segua i risultati su www.clubimpronte.it
 

Ci serve più dell’1% all’anno di crescita!

Ora dobbiamo rilanciare, tutti insieme, la crescita italiana. Sperare solo nelle esportazioni non basta. Sperare che le locomotive tradizionali, Usa e Germania, ci tirino la volata è rinunciatario. Sperare che ci pensi l’Europa, con un piano comune di rilancio della domanda interna, è velleitario. Ci serve ben più dell’1% all’anno! Cosa dobbiamo fare per ripartire?
 

Tre vie per Eurolandia

Non c'è scampo! I conti di Eurolandia devono essere in ordine e i debiti sostenibili! Quelli degli Stati insieme a quelli dei privati. L'euro ha perso il 12,5% sul dollaro e la borsa di Milano oltre il 15% da inizio anno. Ci sono tre vie possibili che segneranno il nostro futuro.
 

La Grecia accelera il sogno dell’eurozona?

La crisi Greca sta mettendo a nudo che l’euro comporta legami politici ben più stretti di quanto pensassimo. E’ possibile procedere fino a quando l'Europa sarà un vero stato federale? Solo allora, infatti, si potrà considerare un caso come quello della Grecia alla stregua di Los Angeles, che non ha banche né depositanti da salvare, ma solo un bilancio da sanare. E la strada per riuscirci resta una sola: far ripartire la crescita!
 

L'Europa si spezza in 3 blocchi?

Draghi a Bruxelles mercoledì scorso: “la via d’uscita dalla crisi è fragile e disomogenea”. A Parigi, Delors deluso: “Così l’euro non sopravvive”. Il mio collega F. Malik fa una previsione shock: la crisi continua, spinta dal nuovo collasso dei mercati finanziari causato dai governi che hanno immesso trilioni di euro. Di questi solo il 10% ha raggiunto l’economia reale!
 

V o W? Le aziende devono agire

Ieri a Davos si è concluso il Word Economic Forum dove si è convenuto sulla necessità di riformare le banche, con l’ipotesi di una nuova autorità. Ma la domanda cruciale che circolava più insistentemente, soprattutto dopo l’allarme di George Soros, riguardava il persistente rischio di crisi a W invece che a V. L’incertezza rimane alta. E le aziende non possono adagiarsi in attesa di una magica ripartenza.
 

La Cina cresce. Con o senza di noi?

Secondo le stime ufficiali, la Cina torna a crescere a livelli pre-crisi. Ma la Cina come opportunità è caratterizzata da finestre temporali che si sono via via chiuse. L’Italia ne ha colte alcune, per altre si è mossa in ritardo. E ora, più che al difficile mercato interno cinese, le nostre aziende dovrebbero guardare alle zone del mondo dove il paese asiatico investe e crea sviluppo.
 

La caduta del muro libera la grande Europa

Il 9 novembre del 1989 crollò il Muro di Berlino. I posti di blocco della Germania Est si aprirono dopo 28 anni e… iniziò la storia della grande Europa, dalle isole britanniche agli Urali senza “cortina di ferro”. La caduta del muro non fu solo la fine della seconda guerra mondiale ma anche della prima, superando finalmente i drammi dell’Europa del ventesimo secolo. Una grande realtà sociale, un grande mercato per la produzione e un grande mercato per il consumo con oltre 700 milioni di abitanti.

 

Scenario economico 2010

Lo scenario economico del prossimo anno caratterizzerà l’ambito nel quale le nostre aziende dovranno operare. Perciò propongo alcune riflessioni allo scopo di individuare gli elementi più sensibili. Disporremo, quindi, di un osservatorio concreto e selettivo, di addetti ai lavori senza distorsioni esterne.
 

15 settembre 2008 ....

...Lehman presentò la richiesta di Chapter 11. Così iniziò il dramma della fibrillazione finanziaria globale! L'effetto del fallimento era stato sottovalutato dal ministro Henry Paulson e dal governo Bush, convinti che il mercato ne avesse già scontato il rischio. E se le cose fossero state gestite diversamente come chiedeva Jean-Claude Trichet governatore della Bce ?
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L’export non ci basta più. Serve la domanda interna.

Guardiamo avanti per capire le possibilità di rilancio delle nostre aziende mentre attraversiamo la peggiore crisi dagli anni Trenta. Aumenteranno disavanzi e debiti pubblici, in particolare nei paesi avanzati. Si ridurrà la domanda Usa ed è illusorio contare sulla Cina per riavviare un modello fondato sulle esportazioni. Servirebbero una forte crescita della domanda interna europea, sostenuta da politiche e riforme strutturali nell’unione. Difficili da realizzare. Ma l'alternativa potrebbe essere una progressiva emarginazione dell'Europa. E dell'Italia..
 

L’offerta è la determinante del prezzo del petrolio!.

E’ oggi interessante riflettere sull’andamento del prezzo del petrolio perché cruciale per l’economia e le aziende. Facciamolo non tanto in base ai dati passati ma con un punto di vista sullo scenario e sulle determinanti che lo disegnano.

Le tensioni di questi giorni mostrano sia una componente speculativa, sia un’anticipazione delle aspettative del mercato. “Un’impennata dei prezzi potrebbe compromettere la ripresa economica” dice il segretario Usa all’energia, Steven Chu. L’Eni ha posto sul tavolo dei ministri la proposta di dar vita a una agenzia globale dell’energia, che raggruppi produttori e consumatori e operi per equilibrare le quotazioni.
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Stato e mercato: tracciamone il confine.

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Una nuova frontiera tra Stato e mercato viene tracciata in queste settimane. Alla conclusione del processo, il mercato arretrerà e lo Stato avanzerà? La crisi del 1929 e quelle che si sono succedute ci hanno insegnato che, quando il mercato entra in difficoltà, è lo Stato che deve rilanciare l’economia con provvedimenti eccezionali. Non a caso in questo periodo siamo tutti keynesiani! Un conto è un provvedimento temporaneo, ma sarebbe una vera beffa se il lascito più duraturo della crisi fosse il ritorno ad un capitalismo di Stato come quello dal quale siamo usciti a fatica solo da pochi anni.
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Presidente da 100 giorni!.

Il 29 aprile saranno trascorsi cento giorni dalla elezione a presidente di Barack Obama alla guida degli Usa. Giudizi positivi, negativi e perplessità si alternano da più parti.

Ma cosa ne pensiamo noi europei imprenditori e manager?
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Appello al Governo: ora o mai più!.

Ora la grande crisi nella quale ci troviamo dovrebbe offrirci l’occasione per varare le riforme che ci servono per guidare le nostre aziende oltre le difficoltà in cui ci troviamo, verso il rilancio post crisi..
 

Dopo Davos: ricostruiamo la fiducia.

Una sintesi di Davos 2009 potrebbe essere “a proposito di responsabilità sociale, la cosa responsabile da fare è gestire l’azienda in modo competente e ricostruire la fiducia nei capi azienda”. Cioè rimanere focalizzati sui fondamentali dell’impresa e sulle esigenze dei clienti, mantenere gli investimenti che permetteranno di cogliere la ripresa non appena si presenterà, adottare comportamenti sostenibili e... lavorare sulla ricostruzione della fiducia..
 

Rimbocchiamoci le maniche!.

Le crisi segnano l’inizio di una nuova epoca che con esse si apre, oltre alla fine dell’epoca che con esse si conclude. I nuovi paradigmi nascono proprio dalle crisi che rendono insostenibili i vecchi modelli. La situazione attuale non deve essere vista come una disgrazia, ma come occasione di apprendimento da mettere al servizio dell’evoluzione e della competizione delle imprese. Non possiamo bloccare le nostre imprese a metà del guado, proprio mentre noi italiani ci stavamo riposizionando bene sulla qualità del prodotto e sui mercati internazionali conquistando nuovi sbocchi..
 

Scenario 2009.

Il processo di globalizzazione economica proseguirà poiché ha portato benefici a milioni di persone in tutto il mondo ed ha potenziale nel breve termine di influenzarne positivamente ancora un miliardo. I paesi sviluppati forniranno più proprietà intellettuali e risorse finanziarie mentre i paesi in via di sviluppo aggiungeranno inventiva e vitalità alle materie prime e al lavoro più economico. La fiammata del prezzo del petrolio di questa estate ha suggerito di valutare la “ragionevole distanza” nelle scelte di dove produrre e dove vendere, promuovendo logiche regionali..
 

Riposizioniamo anche l’università!.

Il riposizionamento, delle aziende italiane, è già iniziato da alcuni anni con successo tangibile guidato da dirigenti illuminati e aperti al mondo. Basta analizzare i bilanci delle nostre medie e grandi imprese che occupano una posizione rilevante all’estero e che hanno avuto successo anche senza il supporto di una università eccellente..
 

La prima mossa del nuovo Presidente USA.

La prima mossa del nuovo Presidente degli Stati Uniti – le elezioni saranno il prossimo 4 novembre! – avrà il significato di indicare come il Paese, maggiormente responsabile della situazione finanziaria, intende avviare il riassetto istituzionale e un New Deal.
Un articolato commento a Impronte n. 16, individua i cinque eccessi del capitalismo contemporaneo che dovrebbero essere rimossi perché alla base dei problemi attuali.
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Abbiamo esagerato?.

“E' probabile che siamo di fronte alla fine di un certo capitalismo finanziario e speculativo, cresciuto troppo e male negli ultimi due decenni: una crisi le cui cause hanno radici profonde, nel sistema finanziario ma anche negli stili di vita e di consumo”..
 

Il vantaggio della ragionevole distanza.

Verso gli Stati Uniti sono già in declino le esportazioni di beni il cui trasporto incide per il 50% del valore: acciaio, mobili, scarpe, manufatti metallici, macchinari, abbigliamento, elettrodomestici, materiali da costruzione, ma anche alimentari, fiori, frutta esotica. Mentre sta crescendo la produzione locale che si trova nuovamente in vantaggio sul prodotto d’importazione..
 

 

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