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Rigore e creatività nella strategia aziendale. Impegno e passione nel trasformarla in successo tangibile. Dal 1981
 
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La parete di vetro (ovvero: come gestire la responsabilita' personale?)

C'era una volta un nano. Insieme ai suoi numerosi colleghi, aveva trascorso tutta la sua vita lavorando in una vasta miniera d'oro.

Dato che i nani sono sempre un gruppo molto competitivo, nel corso del tempo avevano sviluppato un sistema che rendeva giustizia alla loro natura.



A ogni nano era assegnata la propria galleria e ci lavorava da solo. Di solito scavavano diverse gallerie in parallelo a partire da un canale principale, in modo che ciascun nano potesse confrontare il suo progresso rispetto agli altri. Quando non lavoravano nelle gallerie, i nani passavano il tempo a controllare il lavoro di ciascuno e elargivano premi e punizioni di conseguenza.


 

Che fine ha fatto l’ottimismo della ragione?

Come di routine, anche stamattina sfogliando il giornale mi sono accorto che il nuovo anno non ha portato nulla di diverso. Siamo circondati dalle notizie negative, non solo perche’ fanno piu’ audience ma soprattutto perche’ l’immaginario collettivo si ritrova ormai solo nella negativita’ che i media propongono in modo costante, direi quasi devastante.



Il “bel paese” che tutti invidiavano si sta sgretolando. Almeno nei media. Perché?


 

Meglio rischiare. Diventi piu' felice

Se abbiamo un problema, la causa risiede nel fatto che non abbiamo preso una decisione. D'accordo? I leader lottano con due sfide interiori quando cercano di prendere buone decisioni: fare le scelte sbagliate e metterci troppo tempo.



Ecco un caso pratico. Le viene chiesto di parlare ad un evento, ma odia essere di fronte a una platea. Chiede scusa ed educatamente rifiuta, oppure...


 

L’ottimismo ci aiuta nel business? Si, quello della ragione

Quante volte lei si sara' chiesto, come tutti noi, se nella vita si ottengano migliori risultati con l’ottimismo o il pessimismo? La maggior parte dei capi azienda e' ottimista: non si gestiscono gli affari pensando che falliranno. Ma e’ sufficiente?



No, l’ottimismo ha bisogno della ragione. Cio’ impone di guardare avanti a quello che potra' accadere. E mettersi dalla parte dei nostri interlocutori, dopo aver chiarito di cosa abbiamo veramente bisogno. Vediamo come.


 

Essere efficaci, tutti i giorni

Decisioni errate perche' frettolose, lavori svolti sotto la qualita' dovuta, stress e insoddisfazione verso il lavoro sono le conseguenze piu' frequenti di un eccesso dei nostri impegni quotidiani. Con un riflesso negativo sulla produttivita' dell'azienda.
 

La crisi chiede leader collaborativi?

Come sta cambiando il modo di guidare l’impresa? Il vecchio paradigma “comanda e controlla” sta tramontando? Si profilano nuove forme di leadership all’orizzonte?


 

E tu, che leader sei?

Mai come di recente ho incontrato organizzazioni nelle quali si annidano grandi potenziali di miglioramento delle prestazioni – collegati al post crisi - che, per essere sfruttati, richiedono leader efficaci, preparati a lavorare in contesti sfidanti, ricchi di criticità e di incertezze. Lei è leader adeguato al compito?
 

Niente vacanze di Natale per i top manager?

L’aria che si respira, ai piani alti delle aziende, è di incertezza sulle prossime mosse e ciò si ripercuote anche sul godere o meno delle tradizionali ferie natalizie. Da ciò che osservo, metà dei dirigenti rimane a casa. La rinuncia alle vacanze di Natale è dettata solo da questioni economiche oppure dalla volontà di presidiare il proprio posto di lavoro, o utilizzare il tempo per elaborare pianificazioni e strategie o, ancora, per ragioni psicologiche?
 

Costruiamo nuove strade per il rilancio.

Siamo effettivamente aperti a capire e cogliere le novità oppure ci facciamo ingannare dai preconcetti? Siamo abituati a guardare il mondo basandoci sulle nostre convinzioni, veri e propri filtri che distorcono la percezione della realtà. Succede a tutti, anche ai migliori tra noi. Disse Einstein “le nostre teorie determinano ciò che misuriamo”..
 

Orientarsi ai risultati.

Siamo buoni manager?

Il nuovo numero di Siamo buoni manager? approfondisce il primo principio della professione, l’orientamento ai risultati.
Nessuna scuola di formazione, certamente non le università o i corsi Mba che trattano dell’anatomia e della fisiologia dell’azienda, insegna come il dirigente debba utilizzare le risorse per raggiungere risultati. Purtroppo management è ancora una professione da autodidatta e si impara, se si ha fortuna, dal proprio capo.

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Circostanze, intuito e successo.

Sergio Marchionne, top manager della Fiat, è impegnato a trasformare la crisi in opportunità. Previsto il consolidamento del settore automobilistico dopo la crisi, interpreta il momento attuale come condizione favorevole per coinvolgere altre aziende nella sfera Fiat e fare alleanze strategiche. Pur di rafforzare l’azienda e creare prospettive per il futuro, anche l’azionista di riferimento, Agnelli-Elkann, si dichiara pronto a rinunciare al controllo. L’operazione Chrysler è partita, Opel non è – forse - andata nel verso giusto, altre negoziazioni sono in corso in Europa e Oriente..
 

Il capo, sa comunicare nella crisi.

“Le passioni vere danno forze, dando coraggio ” scriveva Voltaire. Il buon manager sa tenere alto il morale della propria squadra così da puntare assieme verso traguardi sempre più ambiziosi. È facile comunicare buone notizie, ma quando le cose vanno male? Questo è il vero banco di prova. E i recenti fatti di cronaca hanno dimostrato che la cattiva comunicazione in tempo di crisi crea ansia, disordini e rivendicazioni..
 

E se fossimo proprio noi a perdere il posto?.

Cosa faremmo noi imprenditori e top manager di Impronte se improvvisamente l’attuale attività lavorativa ci venisse a mancare?
Un manager francese, già direttore finanziario di un’importante azienda, ha messo in questi giorni un’inserzione su un quotidiano nazionale offrendo 50.000 Euro per la sua assunzione. Non trovava lavoro, era convinto di valere, ha deciso d’investire su sé stesso ed ha fatto una proposta aggressiva.
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Social networking: meglio aprirsi che isolarsi.

Il social networking rende possibile costituire delle comunità tematiche in base alle proprie passioni o aree di business, aggregando ad esse altri utenti e stringendo contatti di amicizia o di affari..
 

 

Il club
dei decisori
dove i leader
d'impresa
condividono
idee e sfide

 


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