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Rigore e creatività nella strategia aziendale. Impegno e passione nel trasformarla in successo tangibile. Dal 1981
 
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Un CdA piu’ efficace? Si puo’ fare

Temi chiave in agenda, chiedere piu’ tempo ai consiglieri, migliorare il metodo di lavoro: cosi’ gli azionisti diventano attivi. Il caso Netflix.



 



Non piu’ sorveglianza ma un confronto serrato su strategia, talenti necessari all’azienda, acquisizioni, marketing, rischi, successione, tecnologia e investimenti. Il ruolo del CdA sta cambiando e gli elementi da decidere sono la sua composizione, l’esperienza richiesta ai consiglieri e quanto del loro tempo dedicare allo svolgimento del mandato. Le esperienze italiane si stanno intrecciando con quelle piu’ avanzate…


 

Il caso Tim-Vivendi rilancia l’importanza in un buon CdA

Cos’e’ un buon CdA e come funziona? Ogni amministratore e’ responsabile verso l’azienda e non verso chi l’ha proposto e nominato. Per far bene l’amministratore si deve conoscere e capire la strategia dell’azienda e sostenerla. Cio’ presuppone un lavoro attivo di analisi e un collegamento diretto con il management aziendale.



 



Il caso Tim-Vivendi ci fa assistere a un braccio di ferro tra azionisti che cercano di utilizzare il CdA ai propri fini. E nelle votazioni gli amministratori hanno prevalentemente voltato per l’azionista che l’ha fatto nominare. Una pratica diffusa ma pericolosa. Per gli amministratori e per l’azienda…


 

La nuova generazione ha ampliato la strada tracciata dai genitori?

La partecipazione, giovedi' scorso, ai lavori della Giuria del "Premio di Padre in Figlio", mi ha dato modo di analizzare numerosi profili di aziende a controllo famigliare. Un'esperienza molto istruttiva su un campione significativo d'imprese di successo nel loro settore.



Elemento centrale di valutazione e' stata la capacita' dei figli di andare oltre la visione dei genitori, imprimendo un nuovo impulso alla crescita dell'impresa. Con interessanti riflessioni che desidero condividere con lei...


 

Il consiglio di famiglia? Per evitare ostacoli alla crescita dell'azienda

Lei e' contemporaneamente azionista, membro della famiglia e lavora nell'azienda?

Allora trova difficile disciplinare le rivalita' tra parenti, decidere le politiche di remunerazione dei membri della famiglia, nonche' gestire la competizione tra i familiari attivi nell'impresa?

Cosi' come accordarsi sul valore dell'azienda o assumere le decisioni di crescita o d'investimento?



Lo sappiamo. E' la sovrapposizione di ruoli a rendere la situazione complessa. Vediamo le soluzioni che funzionano meglio...


 

I figli? Azionisti, non necessariamente manager

La sopravvivenza dell’impresa? E’ legata alla volontà e, soprattutto, capacità dei successori di guidare l’azienda. E’ una condizione che deve essere gestita con lungimiranza senza far troppo conto sugli eredi “naturali”. Ci vogliono chiarezza d’intenti, percorsi alternativi e flessibili, trasparenza di comunicazione.

Mentre è ragionevole preparare i nostri figli a essere azionisti, non è detto che debbano fare anche i manager…
 

Il CdA costa troppo e rende poco

Ne abbiamo spesso parlato. Ma la verità è che il consiglio d’amministrazione delle nostre aziende rimane un costoso organo formale. Il cui apporto di management è spesso insoddisfacente.

Ci sono concetti nuovi che ne migliorano l’efficienza e lo trasformano in una vitale fonte d’indirizzo per l’azienda. Reale leadership esecutiva con ruoli e funzioni specifiche. Dove ciascuno è in grado di porre le domande difficili…


 

Crescita o controllo? Il dilemma di molte aziende

Tutti ricordiamo che, all'inizio dell'operazione Chrysler, Sergio Marchionne aveva dichiarato che la priorita', per Fiat, era di trovare un partner industriale. Gli aveva fatto eco John Elkann: gli Agnelli erano pronti a diluire la propria quota di controllo.

Invece, dal recente vertice di famiglia e' emerso un cambio di rotta. Gli Agnelli sono intenzionati a mantenere una quota di controllo. E Marchionne ha escluso qualunque ipotesi di aumento di capitale. Ma e' la scelta migliore?

La volonta' di mantenere il controllo e' legittima. Gli Agnelli hanno scommesso sul rilancio di Fiat quando la possibilita' di fallimento era tutt'altro che remota.

L'operazione e' riuscita ed e' comprensibile che chi l'ha portata avanti ora voglia mangiare la torta. Ma bisogna essere sicuri che la fetta non sia troppo grossa.


 

Patti di Famiglia, passo per la successione

Il Patto di Famiglia e' un importante strumento per mitigare la criticita' delle situazioni, a volte drammatiche, che accadono nella successione aziendale. Concilia i diritti dei legittimari con l'esigenza dell'imprenditore di trasferire l'impresa a favore di uno o piu' dei propri discendenti.


 

Strategic governance contro il nanismo

La strategic governance assicura le scelte migliori per il bene dell'azienda e loro attuazione efficace, evitandone il nanismo. Contiene la corporate governance che si concentra sulla trasparenza, per tutti i portatori d'interesse.


 

Famiglia: troppi ruoli, poche competenze

La crescente complessita' richiede solide capacita' manageriali. E’ vero che i membri delle famiglie azioniste faticano a creare valore in azienda? Anche nelle imprese maggiori?


 

Rai? Dividiamola in due

Ecco un caso esemplare di cattiva governance. Cambiare il modello di servizio pubblico o scorporare l’intrattenimento?


 

La complessita', nuova alleata

La creativita' e la flessibilita' hanno reso le nostre imprese competitive ma non sono sufficienti a garantirne la sopravvivenza. La complessita' generale e' aumentata a dismisura e dobbiamo affrontarla con strumenti nuovi.


 

Consigliere indipendente, interventista a tempo pieno

Il governo d'impresa ha mostrato gravi limiti mentre la buona governance favorisce sviluppo aziendale e relazioni tra portatori d’interesse. Chiama in causa i consiglieri indipendenti a contribuire più fattivamente.
 

Doppio contratto agli amministratori-dirigenti

La governance deve far convergere gli interessi degli azionisti con quelli di chi guida l’azienda. Per limitare l’abuso di autorità dei vertici, serve prendere atto e distinguere il ruolo amministrativo da quello esecutivo, anche se ricoperti dalle stesse persone.
 

La responsabilità sociale rafforza il business

La responsabilità sociale viene ancora interpretata come donazioni e osservanza di norme. Mentre, se integrata nel business, rappresenta motore di sviluppo per tutti: individui e aziende. Così traghetta nel futuro la ragion d’essere delle imprese e del sistema capitalistico.
 

Geronzi lascia, l’economia festeggia

A meno di un anno dal suo arrivo, Cesare Geronzi si dimette e la borsa cresce del 3%. C’è chi lamenta la sconfitta del capitalismo di relazione che da decenni permea e sostiene una porzione dell’imprenditoria italiana; c’è invece chi la auspica. Io mi schiero con i secondi, pur riconoscendo che ha avuto un ruolo negli anni eroici del dopoguerra per sviluppare imprenditori e aziende in un paese debole.
 

Bulgari, il business chiede nuova governance

La famiglia Bulgari cederà a Lvmh il 50% circa dell’azienda omonima, in suo possesso, in cambio del 3,5% del capitale della holding francese del lusso, diventandone il secondo azionista familiare. Meglio piccoli in una grande azienda che indipendenti in un’impresa relativamente piccola, in un settore che sta diventando globale. Mossa saggia che in Italia viene normalmente denigrata. A torto.
 

Persone d’onore per una buona governance

La crisi ha rilanciato la necessità di nuove norme per il buon funzionamento dell’impresa. Partendo dal sostanziale fallimento dell'autoregolazione, ma consci anche dei limiti della regolazione. A fine anno riflettiamo sui fatti drammatici che abbiamo alle spalle per iniziare con buoni propositi l’anno nuovo.
 

Caso Profumo. Prima l’azienda o gli azionisti?

Guidare bene le nostre aziende, rileggendo insieme le regole di governo, sulla base della vicenda Profumo. Trovo che in molte aziende che frequento ci siano importanti sistemazioni da fare, pena danni di enorme portata per le stesse imprese e i relativi azionisti. Il caso ci offre l’occasione per esaminare quattro aspetti rilevanti della corporate governance.
 

Aziende familiari? Organizzarsi per diventare grandi

Il mondo delle aziende è in prevalenza di aziende familiari. Che hanno successo. Spesso più successo delle aziende pubbliche. Ci sono cinque consigli che possono rafforzarne la continuità e la crescita. Che valgono anche in Italia.
 

Quando la finanza fa crescere le aziende?

La crisi ha messo in evidenza pregi e difetti delle varie forme di intermediazione finanziaria: borsa, banche, fondi. Ha mostrato che la finanza fa crescere le aziende solo quando s’integra in un progetto industriale del quale diventa leva di redditività e acceleratore di sviluppo. Ma la finanza non capisce l’impresa e viceversa perché c’è una sostanziale differenza di competenze. E’ ora di costruire una cultura comune.
 

Burani fallisce per finanza sconsiderata

E non per colpa della crisi. Ovvero, quando l’industria viene distrutta dalla cattiva finanza. La storia di successo del made in Italy diviene disastro per la miopia dell’imprenditore, probabilmente l’avidità e, certamente, l’eccesso di finanza. Già nel 2000 non avrebbe dovuto puntare sull’espansione ma sul consolidamento. E la pratica aziendale di mettere all’attivo elevate somme di liquidità che, invece, oggi si rivelano immobilizzazioni o investimenti di natura finanziaria, ha nascosto la situazione reale, sempre diversa da quella comunicata!
 

Chi cerca consigli … produce valore

I Ceo sono spesso alla ricerca di consigli sugli aspetti cruciali dell’azienda che guidano. Si rivolgono agli amici per avere conferma delle proprie idee. E, quando il loro compenso è collegato alle prestazioni, accettano lo stress di chiedere il parere di esperti esterni all’azienda che possono mettere in discussione le loro scelte. In questo secondo caso l’azienda ha un notevole beneficio.
 

Top manager: premi, rischi e punizioni.

In Francia, in Belgio anche in Italia. l manager vengono sequestrati per ritrattare le condizioni annunciate delle ristrutturazioni aziendali. A Parigi Francois-Henri Pinault a capo della PPR (Pinault-Printemps-Redoute) è stato tenuto in ostaggio nel suo taxi; prima l’ad di Sony France costretto a passare la notte in fabbrica, il direttore dello stabilimento di Pithiviers di 3M prodotti medicali sequestrato per 30 ore. Episodi simili sono accaduti a cinque dirigenti di Caterpillar nello stabilimento di Grenoble, a 4 dirigenti di Scapa, a 3 dirigenti del gruppo Psa Citroen. A Bruxelles una trentina di addetti ha occupato il quartier generale della Fiat che ha reagito comunicando “Non trattiamo con i violenti”. A Milano i dipendenti di un call center hanno trattenuto l’ad per un’ora, ottenendo di intervenire sui ritardi del pagamento degli stipendi. Il più recente è il sequestro di 5 dirigenti della Fm Logistic nella Lorena per costringerli a migliorare il trattamento economico in vista del licenziamento..
 

Bonus dei manager? Agganciati alla produttività.

Il sentiment degli imprenditori e top manager con i quali sono in contatto è stato alla base del mio articolo apparso sul Sole 24 Ore con il titolo “E’ il business plan che determina il bonus” (8 marzo 2009). Ne ho discusso con molti di voi e la tesi dei critici è che, in assenza di misurazioni “oggettive”, quelle della borsa rimangono le migliori disponibili per calcolare i bonus..
 

Oggi la trasparenza paga di più.

Il miglioramento del grado di trasparenza di tutte le variabili in gioco è la via maestra per un buon governo aziendale. Trasparenza degli assetti proprietari, retribuzioni e patrimoni degli amministratori, intermediari finanziari, sistema fiscale, leggi, regolamenti, organi preposti alla loro formulazione e quelli preposti alla loro applicazione..
 

De Benedetti e la continuità.

Carlo De Benedetti, imprenditore e top manager, da molti anni ai vertici del panorama italiano, ha annunciato "Ho 75 anni, nella vita bisogna constatare che esiste l'anagrafe". Lascia ogni carica amministrativa senza abbandonare, però, il ruolo politico che gli deriva dalla proprietà del gruppo editoriale Espresso..
 

Dibattito su Alitalia.

E’ più un problema di capitali, quindi di imprenditori capaci, di competenze, cioè di manager all’altezza del compito, o di sistema Italia, dove l’azione del governo e dei sindacati crea situazioni dannose?.
 

 

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