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Rigore e creatività nella strategia aziendale. Impegno e passione nel trasformarla in successo tangibile. Dal 1981
 
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Adriano Olivetti per il capo azienda di oggi

Non mancava di senso pratico e non era un idealista utopico, come spesso descritto. E' stato invece uno dei precursori del Made in Italy. Buon comunicatore che credeva nella bellezza – come sara’ poi Steve Jobs -, allargava le proprie competenze alle sfide contemporanee. Dopo di lui, la strategia di business di Olivetti non e’ piu’ stata all’altezza delle opportunita’.



 



Efficiente organizzatore e innovatore, voleva piu’ di ogni altra cosa far crescere l'azienda cercando sempre nuovi spazi di mercato ovunque  nel mondo. E alcune sue iniziative ci possono offrire idee molto attuali e farci riflettere su come dovrebbe essere oggi il mestiere del capo azienda…


 

Uomo e donna, imprenditori diversi

Lo scambio di opinioni tra Riccardo e Paola, fratello e sorella imprenditori di due aziende distinte, rivela i loro caratteri. Possono rappresentare l’archetipo della diversa concezione della vita, non solo aziendale, tra uomo e donna. Lei: “Non e’ necessario vivere ogni sfida lavorativa come se fosse una lotta titanica”.



Stralcio dal nuovo romanzo di Piercarlo Ceccarelli, in fase di stesura. 



 



…Cosi’ le aveva raccontato tutto, ragguagliandola sull’andamento della trattativa con Bykov, il processo, l’ipotesi di ingresso di nuovi soci nel capitale e poi la Borsa, le rivendicazioni sindacali, il doppio intervento di consulenza del team di Nicola Fabbroli. E poi si era lasciato andare a confidenze piu’ personali: il tentativo di ricucire con il padre, non cosi’ banale da affrontare, dopotutto. E le difficolta’ di dialogo con Edo, aggravate dall’atteggiamento ostruzionistico della sua ex moglie.


 

Il salvataggio (ovvero: tra la teoria e la pratica)

Perse conoscenza due volte.



Della prima volta ricordava il fulmine tra le nuvole scure. Il brivido che attraversava lo scafo della nave mentre s’abbatteva sul mare pesante. Il rumore del motore quasi sovrastato dalla tempesta mentre si sentiva solo la sua vibrazione nei piedi. I fasci dei proiettori sugli alberi illuminavano i cavi metallici che si agitavano con lo scuotimento della nave. Lo schiocco forte quando si ruppe la sartia di dritta e il sibilo quando l’estremità si sollevò verso di lui.



L’ultima cosa che ricordava era il dolore al petto mentre veniva sollevato in alto e il silenzio improvviso mentre le acque si chiudevano sopra di lui…


 

Pietro Barilla, imprenditore tra la famiglia e il mondo

Nel 1979 Pietro Barilla ha messo in gioco tutto quello che aveva, dando anche in garanzia l'abitazione di famiglia, per riprendersi l'azienda dalla Grace. Se fosse andato male - l'azienda nel frattempo aveva perso smalto e i bilanci erano risicati - avrebbe perso tutto.



Ma lui era un combattente e voleva riconquistare la sua storia e il futuro dei suoi figli, puntando sulla solidarieta' della famiglia che era stata messa alla prova da vicende precedenti. Si trattava di un'opera di ricostruzione, come dopo una guerra, che Pietro imparo' a poggiare su una vita ordinata, su regole ben precise...


 

Siediti (ovvero: la leadership non s'improvvisa)

C'era una volta un cavaliere di successo. Viveva in un regno, bello e prospero, il cui re era vecchio, saggio e giusto, come lo erano stati i suoi predecessori per molte generazioni. I sudditi giungevano a corte da tutto il regno con i loro problemi e le loro domande. Il re sedeva sul trono ogni giorno e stabiliva, decideva, guidava e consigliava.



Tutti erano soddisfatti, perche' in questo modo la maggior parte dei problemi veniva risolta. E anche se cio' non accadeva, la gente non incolpava il re ma ritornava lieta da lui e gli chiedeva cosa fare nella nuova situazione.  

Anche il cavaliere era stato a corte e ogni volta sentiva un pizzico d'invidia verso il re... 


 

Phil Knight, fondatore di Nike

Oggi Nike e' una grande azienda a controllo famigliare: fatturato oltre 30 mld $, utile di 3 mld e 50.000 dipendenti. Forbes ha nominato Knight, il suo fondatore, la 15° persona piu' ricca del mondo, con un patrimonio netto stimato di 28 mld di $, realizzato in 40 anni di lavoro. 



Ma il successo dell'azienda non deve oscurare la genialita' del suo fondatore che e' partito da niente e ha vissuto con l'ossessione del miglioramento continuo tipica degli atleti e dello sport. Le sue nuove idee ci devono far riflettere...


 

Quali competenze dovrebbe avere il capo azienda?

In Italia numerosi capi azienda sono troppo specializzati. Nella fase iniziale della loro carriera si sono dedicati a un certo campo della tecnologia, della scienza, dell'industria o dell'economia e hanno approfondito la materia che ha attirato la loro attenzione.



Ma i numerosi aspetti richiesti per guidare un'azienda di successo comportano la comprensione di molteplici funzioni e settori, integrati tra loro. Ed è loro responsabilità saper individuare una vasta gamma di problemi e utilizzare le proprie competenze per sviluppare soluzioni...


 

I Martini, storia di leadership tra istinto e ragione

I Martini e' il mio secondo romanzo "aziendale", pubblicato in questi giorni da Utopia. Recensire un proprio libro e' imbarazzante. Allora pubblico l'interessante prefazione dell'editore Lucio Morawetz.



"Il romanzo di Ceccarelli con la sua scrittura piana e elegante dischiude agli occhi del lettore un aspetto della realta' dell'impresa ai piu' sconosciuto e considerato poco importante, e cioe' che le imprese sono fatte di uomini e donne in carne e ossa che vivono, soffrono e amano e per i quali la dimensione affettiva e relazionale e' importante quanto, se non di piu' della ragione calcolante e utilitaristica…"


 

Marchionne, capo azienda di successo

Il "marziano", sbarcato dalla sua astronave al Lingotto il 1° giugno 2004, era noto solo agli Agnelli. La Fiat era sull'orlo del baratro, colpita anche dalla morte di Umberto.



In pochi mesi risolse la grande sfida con GM a favore di Torino e l'anno successivo riporto' il bilancio di gruppo in utile, dopo cinque anni di perdite. Segui' la conquista di Chrlysler e la creazione di FCA. Chi e' Sergio Marchionne e quali sono i principi di management che segue?


 

Il mondo sommerso (ovvero: l'importanza della fiducia)

C'era una volta un leader di successo con un ruolo importante nella gestione di una grande fiera. Ogni due settimane i locali venivano svuotati degli stand dell'esposizione precedente per far posto a quelli della nuova. Era un compito gravoso e miracolosamente quasi sempre andava tutto per il meglio. Il capo era molto soddisfatto di se'.



 



Una sera, tornando in ufficio, decise di fare una passeggiata tra gli stand in fase di smontaggio, tra la confusione di camion, carrelli elevatori e pile di oggetti il cui uso era del tutto incomprensibile. Svolto' l'angolo, schivo' un operaio in bicicletta e cadde in una voragine nel pavimento...


 

La routine mattutina (ovvero: il ruolo dell'introspezione e della morale)

Quando i califfi Abbasid si stabilirono in Oriente, a Baghdad viveva un segretario di alto rango e di successo. Egli aveva fama di essere assolutamente incorruttibile. Ogni volta che era stato messo sotto pressione, aveva fatto quello che era giusto secondo le sue migliori conoscenze e valori.



A volte potenti generali, e perfino il Visir o il Califfo stesso, si erano arrabbiati con lui perche' non cedeva alle loro pressioni. Li affrontava con la sua calma, sguardo malinconico, e diceva loro...


 

Voodoo (ovvero: come si diventa realmente imprenditori?)

Durante gli anni '60 del secolo scorso, ho fatto parte della folla giovane ed entusiasta di Silicon Valley, attratto dal suo infuso di cervelli tecnologici d'avanguardia, rilassati, dotati di freddezza anti-establishment e imprenditorialita' audace.



Anche se, ad essere onesti, l'attrazione piu' importante per noi e' stata probabilmente la prospettiva di non essere malvisti come smanettoni informatici...


 

L'urna magica (ovvero: quando funziona veramente la delega?)

C'era una volta, nel Giappone antico, un samurai. Quando era giunto il momento di ritirarsi dalla guerra, fu messo a capo della protezione e del governo di diversi villaggi. Un giorno si reco' a fare una lunga passeggiata in montagna. Sali' su una collina ripida e, quando si sedette per apprezzare il panorama e il riposo dalla salita, si disse:



"Se solo avessi piu' tempo per cose come questa e per pensare al futuro degli abitanti del villaggio! Ma ahime', non e' possibile. Non solo sono l'uomo piu' esperto e il piu' informato sulla gestione dei villaggi e sul come trattare le esigenze dell'amministrazione. Ma, a quanto pare, devo anche dire a tutti cosa fare nel loro cortile di casa...


 

Personalità da “capo”. Ben oltre la professionalità

Si ricorda il momento in cui è diventato il “capo”. Che sensazione nuova quando i nostri interlocutori presumono che si abbia ragione, anche se abbiamo torto. Oppure che si sia intelligenti, anche se diciamo cose banali. Perfino che si sia divertenti, anche quando non lo siamo.



E’ la personalità da “capo”. Cioè leadership: una cosa che, contrariamente a quanto si crede, non riguarda noi come persone ma riguarda i bisogni dei collaboratori e dell’organizzazione che guidiamo.

Ma ci sono tre cose che dipendono da noi…


 

Non cercare la perfezione ... decidi!

Lo vedo succedere in ogni azienda. Sulla scrivania ci sono numerosi dossier che comportano decisioni da prendere. Progetti analizzati sui quali non si e' ancora deciso ... fino a quando si mettono nei cassetti a prendere la polvere.

Nei casi peggiori rimangono in testa al capo e lo tormentano all'infinito.



Non conosco la sua opinione, ma la mia e' che nelle varie posizioni di comando delle nostre aziende siano forse piu' numerosi gli eterni dubbiosi rispetto ai determinati. Infatti...


 

Azienda piccola? Questione di leadership

Il tema del dibattito non cambia. Negli obiettivi prioritari dell’azienda ci deve essere la crescita: dei ricavi, dei volumi di produzione, delle quote di mercato, dell’organizzazione. La crescita è il motore della creazione di valore, stimola gli investimenti, spinge all’innovazione e alla differenziazione, crea nuovi mercati.



Tuttavia le imprese italiane hanno taglia inferiore nei confronti dei maggiori concorrenti globali. Perché? E’ una questione di leadership…


 

Convincili!

Alla guida di un’azienda condividiamo un incubo ricorrente: prendere una decisione che nessuno esegue. E subire il senso di impotenza e frustrazione che ne deriva.



E’ come per un grande sportivo scoprire che il suo corpo non è più in grado di fare quello che faceva prima. Ci si rende conto che le cose non vanno avanti, che le persone a cui abbiamo delegato alcune funzioni cruciali nicchiano, non sono convinte, pensano ad altro, magari obbediscono ma in maniera svogliata,

E’ come perdere man mano forza nelle gambe, nelle braccia, sapere di non poter più contare su di loro…


 

Tre chiari vantaggi della cultura aziendale

Anche lei si domanda sovente cosa faccia veramente la differenza tra successo e insuccesso di un’azienda?

Ho ricercato a lungo la risposta e mi sono convinto che sia la cultura.



Perche'? Con la cultura vincente abbiamo chiari vantaggi. Senza siamo condannati alla mediocrita', peggio all’estinzione. Ma la cultura vincente non si trasferisce, perche' e' la personalita' stessa dell’organizzazione, basata sul patrimonio tramandato nel tempo...


 

Le decisioni più difficili ci aprono nuove visioni

In quanto capi azienda ci capita spesso. Davanti a problemi razionali, la decisione puo’ essere complicata ma fattibile. Con problemi di natura emozionale, la decisione diventa piu’ complessa. Quando i problemi sono misti, razionali ed emozionali, le cose si fanno veramente difficili.



E’ la situazione che affrontiamo al vertice delle nostre imprese. Spesso siamo contemporaneamente azionisti, amministratori e dirigenti. E ci sono interessi di persone diverse che vengono influenzati dalle nostre decisioni.


 

Sognavo l’Expo 2015...

In un mio sogno ricorrente, Expo 2015 diventa il grande mobilizzatore d’Italia. C’e' un forte senso di alleanza, l’orgoglio di appartenenza, il desiderio di partecipare. Arte e turismo sono all’altezza. Perfetti padroni di casa gestiscono le relazioni e il territorio.



Nel sogno rinsaldiamo l’immagine del nostro paese in 140 nazioni offrendo un’esperienza vivida sul campo. Come renderlo credibile?


 

Miglior controllo per la produttivita' del paese e delle imprese

Durante una piacevole cena al Liberal Club di Londra, la scorsa settimana, ho discusso con colleghi francesi e inglesi concordando che l'Italia non abbia ancora metabolizzato pienamente il movimento del '68. Mentre e' successo da tempo nei loro paesi.



Il rifiuto del potere come forma di dominio di pochi privilegiati sulla popolazione, cioe' la classe dirigente, non ha trovato in Italia una risposta condivisa. Con riflessi sulla pochezza del governo delle istituzioni e, in misura minore, delle nostre aziende. Un migliore controllo con fine educativo potrebbe aiutare?


 

I "Supereroi d'impresa" conquistano il mondo

Perche' Supereroi? Grant Morrison, uno dei piu' noti sceneggiatori di fumetti al mondo, in Supergods fa una storia critica dei Supereroi e della loro funzione sociale. E li rende attuali.



Sei anni di crisi, la mancanza di prospettiva, l'incapacita' di sognare un futuro migliore ci fanno pensare che le cose non possono che peggiorare. Mentre dobbiamo imparare a cogliere quanto di buono abbiamo sotto gli occhi, le opportunita' straordinarie che ci sono intorno a noi. Abbiamo di nuovo bisogno, come l'America degli anni Trenta, di altri Superman, di nuovi Supereroi. Ma chi sono oggi i veri Supereroi?


 

Buon 2014, l'anno dei Supereroi

Buon Anno ai Supereroi d'impresa!
Quelli che gia' lo sono e quelli che sono intenzionati a diventarlo. I Supereroi danno risposte nuove alle nuove situazioni determinate da 6 anni di crisi. Capaci di una dedizione superiore, non in attesa di una ripresa che arrivera' (forse) in tempi incerti, questi capi azienda stanno costruendo nelle condizioni piu' avverse possibili.
Si sono tolti gli occhiali del pessimismo per cercare le opportunita' che, ne erano convinti, da qualche parte dovevano pur nascondersi. E sono riusciti a scoprirle. Dove?
Proprio nel centro della crisi, in Europa, il mercato piu' difficile del mondo...
 

Leader perseveranti, oggi piu’ che mai

Cosa impedisce oggi alle nostre aziende di raggiungere i risultati? Il mercato? I concorrenti? O manca qualcosa alla nostra leadership?
 

Terremoto e leader d'impresa

Mai come in questo momento è tangibile la solitudine che attanaglia chi fa impresa e chi la vive.


 

Anticipare il megatrend della responsabilità sull’esterno

La chiave per essere leader oggi è assumersi responsabilità anche per le esternalità - ciò che ha impatto sul mondo, come i rifiuti – che non sono ancora state stigmatizzate in modo diretto ed esplicito. Sta diventando un megatrend che è opportuno cavalcare in anticipo.
 

Leader, padre e comandante

Cosa hanno in comune Emma Marcegaglia, Sergio Marchionne e Renato Brunetta?
Sono buoni manager? Come fanno i nuovi leader ad ottenere risultati importanti?
Il manuale per manager più conosciuto, il Principe di Niccolò Machiavelli, può venire in aiuto per condividere i suoi consigli su come evitare l’inganno e costruire la trasparenza.
 

Leadership: integrita' batte carisma.

Valore essenziale della leadership è, però, l’integrità. Mentre gli altri valori possono avere sfumature più o meno positive, l’integrità è un valore assoluto che non ammette deroghe o esitazioni le quali la trasformano subito in una mancanza d’integrità, un’offesa alla verità..
 

 

Il club
dei decisori
dove i leader
d'impresa
condividono
idee e sfide

 


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