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N. 168

Innovazione? E’ una questione di processo


Le aziende riconsiderano l’innovazione come uno dei pilastri della propria strategia. Ma investire in innovazione non è condizione necessaria e sufficiente per il successo. E’ l’efficacia del processo a fare la differenza. L’approccio “a silos” relega l’innovazione in ambito meramente tecnico, per nulla aziendale. Ciò allunga i tempi e impedisce di ridurre il time to market. Proprio mentre la velocità ha impatto doppio sui risultati rispetto all’entità dell’investimento. Meglio arrivare primi che disporre di un grosso budget!



Innovare è uno dei processi più complessi da pianificare, gestire e monitorare e richiede grande consapevolezza e disciplina. Troppe volte la causa di risultati insoddisfacenti risiede in portafogli pieni di innovazioni che stentano a maturare e non vengono mai abbandonate: manca la selettività!

Suggerisco di presidiare il processo con “cancelli” che regolano il passaggio da una fase all’altra. Validare la solidità di un concetto innovativo, analizzarne le probabili ripercussioni finanziarie, svilupparlo e realizzare prototipi, test sul campo, mercato pilota, commercializzazione. L’accesso a risorse aggiuntive è strettamente legato ai risultati parziali conseguiti. Il processo si chiude con la creazione di un sistema esperto aziendale e con l’analisi dei casi di successo e d’insuccesso.

Ha richiesto un forte coinvolgimento di tutta l’azienda. Difatti R&S valuta le possibilità della tecnologia, sviluppando e migliorando il prodotto. Il marketing coordina le indagini di mercato, sviluppa la value proposition e il posizionamento sul mercato, stima la domanda. Le vendite facilitano i progetti pilota, sviluppano i piani commerciali. L’amministrazione analizza la sostenibilità economica dell’innovazione. La produzione gestisce le fasi di pre-produzione e successiva messa a regime.



Nei soli Usa, dei circa 85.000 brevetti registrati ogni anno, pochissimi raggiungono lo stadio dello sfruttamento commerciale. E’ corretto mobilitare tutta l’azienda e evitare che l’innovazione venga percepita come una “questione per tecnici” perché è l’essenza dell’azienda di domani. La tecnologia progredisce grazie alla miscela di esperienze di molti, non per atti isolati di singoli eroi. La tecnologia genera altra tecnologia e la buona diffusione di un'invenzione è forse più importante dell'invenzione stessa. Conta il processo. Steve Jobs ha fatto propria questa convinzione e ha sviluppato i prodotti Apple e creato, nell’arco della sua vita, l'azienda di maggior capitalizzazione al mondo.

Vince l’innovazione che arriva prima a segno!


 

 

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