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N. 192

Kilometro rosso, innoviamo l’ecosistema


Innovare è imperativo anche in tempo di crisi. Come organizzarsi? Dove trovare le risorse?



Le ricerche condotte di recente a livello europeo confermano gli effetti della crisi sull’innovazione: gli investimenti non crollano e ciò suggerisce la presenza di una componente strutturale che caratterizza l'attività innovativa delle aziende. La dimensione dell'impresa non è rilevante, contano invece le dinamiche di crescita. E l'Italia – sorprendentemente - fa meglio di altri.



Convivono due diversi identikit d’innovatore. Da un lato, vi è l’innovatore consolidato che adotta strategie “esplorative”: si sposta cioè in nuovi mercati. Dall’altro lato, emerge una componente dinamica di nuovi innovatori con tre caratteristiche: di piccola o media dimensione, nati recentemente, cresciuti molto rapidamente negli ultimi anni.

Le imprese maggiori hanno interesse ad allocare i progetti più innovativi nell’ambito di aziende più piccole, perché permettono rapidità d’azione, facilità di relazione e accesso a finanziamenti agevolati. L'Unione Europea sta per introdurre un meccanismo d’incentivo molto simile al programma statunitense Sbir (Small Business Innovation Research). Secondo R&D Magazine, tra il 2002 e il 2010, il 25% delle migliori cento innovazioni provengono da imprese che hanno ricevuto un finanziamento Sbir. Il finanziamento avviene in tre fasi. L'impresa selezionata riceve una prima tranche per predisporre un'analisi di fattibilità tecnico-scientifica del progetto. Se il progetto la supera, sulla base del suo potenziale tecnologico e commerciale, l'impresa riceve un ulteriore somma per sviluppare la propria idea fino alla fase di prototipo. Il supporto alla fase di commercializzazione avviene tramite capitali privati.



In Italia dovremmo rafforzare l’ecosistema favorevole alla nascita e crescita d’iniziative ad alto potenziale. Col coinvolgimento d’imprese, università e istituzioni finanziarie e l’utilizzo di strumenti fiscali e risorse specializzate. Mi viene in mente, a due passi da casa, il kilometro rosso, promosso da Brembo, raggruppamento d’imprese, anche concorrenti, in grado di mettere in campo una massa critica capace d’intercettare più investitori in R&S.



Conosco numerose aziende che approfittano della crisi per guadagnare tempo sui concorrenti e conquistare quote di mercato, anche grazie ai costi ridotti di alcuni input. L’Italia ha elevati tassi di formazione di nuove imprese, storie imprenditoriali di successo nel low e medium tech. Sono convinto che l'Italia possa fare ancora meglio nell’high tech (vedi "Tutte le aziende possono essere “high tech”).


 


28/09/2012 06:43:34

Quando la competizione sui fattori della produzione si fa troppo difficile e l'innovazione di processo produce scarsi risultati, e' indispensabile ripensare la propria strategia e sviluppare nuovi fattori differenzianti. Facile da dirsi, non difficile da farsi se si sa leggere in modo originale la competizione che si confronta sul mercato.
 

 

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