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N. 142

E-business, mossi solo i primi passi


L’evoluzione dirompente dell’uso di internet non può essere trascurata dalle aziende. Chi lo fa, resterà a terra mentre i concorrenti decolleranno. La curva del fenomeno è ancora nel primo sviluppo.

Con oltre 600 milioni di utenti, Facebook è la “terza nazione al mondo” per popolazione. Giovani ma non solo, hanno fiducia nelle notizie diffuse in internet. Il 90% segue i consigli dei propri “amici” mentre solo il 14% crede nella pubblicità.
Molte persone partecipano attivamente a progetti utili a se stessi e agli altri. Wikipedia è ormai la più grande enciclopedia al mondo: se fosse stampata, avrebbe 2,5 milioni di pagine e ci vorrebbero 123 anni per leggerla tutta!
Diffondere notizie ai propri contatti è facilissimo ed è un modo di condividere le proprie esperienze.
Quanto si diffonde rapidamente un’opinione positiva o negativa che riguarda la nostra azienda? Questo spiega perché il 93% delle imprese nel mondo utilizza, o si accinge a utilizzare, campagne specifiche.

Anche in Italia il fenomeno raccoglie grande interesse.
È una rivoluzione, una moda, una terra promessa per rivitalizzare l’approccio al mercato delle nostre imprese?
Nonostante la transitorietà delle molte iniziative, suggerisco pragmatismo: è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Un’area che non può essere delegata agli specialisti ma è da inserire nella strategia aziendale. Il suo avvio e controllo spetta al vertice per sostenere specifiche iniziative oppure promuovere la nascita di imprese a sé stanti, come nel caso di WeBank di Bipiemme.

Come avvicinare correttamente quest’universo:
- chiarezza di idee su cosa si vuole ottenere dall’iniziativa. Nulla disturba chi partecipa ai social network più di sentirsi strumentalizzato oppure non ascoltato;
- valutazione del potenziale: stima ragionevole del numero di utenti che si possono coinvolgere con ciò che abbiamo intenzione di fare;
- organizzazione adeguata, non solo quella legata ai servizi informatici. E’ probabile che i processi commerciali, logistici e amministrativi vadano modificati;
- flessibilità: impegno a migliorare. La comunità può fornire informazioni preziose su prodotti, servizi, punti di forza o aspetti critici;
- ritorno atteso dall’investimento. Oltre ai benefici intangibili, interessa il ritorno economico, che deve essere valutato e diventare il criterio di scelta sull’avvio e sul controllo;
- perseveranza: non interrompere le iniziative. Chi inizia a dialogare con i propri interlocutori ha poche probabilità di uscire di scena con onore.

Una strategia d’impresa, che inserisca stabilmente internet nei canali per rivolgersi al mercato, può essere l’innovazione vincente da fare o potenziare. Il fenomeno è dilagato e numerose aziende ne beneficiano. Ma è solo una piccola frazione di quello che vedremo nei prossimi cinque anni.
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