Benvenuti nel sito Ceccarelli.it

 
    
Rigore e creatività nella strategia aziendale. Impegno e passione nel trasformarla in successo tangibile. Dal 1981
 
javascript
 

N. 148

Non c’è crescita senza innovazione!


La crescita ci serve per uscire dalle difficoltà e strumento essenziale per imboccarla è l’innovazione. La richiesta non può essere quella di erigere barriere protezionistiche che assicurano “competitività assistita”, come chiedono metà degli imprenditori e top manager nel sondaggio della scorsa settimana ("Scenario 2012").

E’ necessario assecondare e governare il passaggio di testimone tra economie emerse e emergenti, sfruttando i cicli virtuosi che esso produce. La crescita delle economie emergenti genera l’aumento della ricchezza disponibile per investimenti e consumi che, accompagnata dalla maggiore disponibilità di valuta internazionale (euro e dollari), sostiene le importazioni di prodotti con alte prestazioni e tecnologie più evolute, necessarie a far crescere l’economia.

Le nostre imprese si muovono lungo tre direttrici.
Possono cercare un posizionamento forte, in Europa e nelle nuove economie, con prodotti di qualità superiore, più competitivi in termini di prestazione e di funzione d’uso. A questo fine serve principalmente l’innovazione di prodotto. Oppure sviluppare strategie di low cost, dove siamo indietro rispetto alle iniziative di altri paesi. Low cost non significa ridurre i costi ma sviluppare una visione nuova e organizzare processi industriali e distributivi profondamente diversi: mobili Ikea, abbigliamento Zara o Oviesse, articoli sportivi Decathlon, viaggi aerei Ryanair, cure dentistiche Vitaldent, alberghi NH, per citare solo alcuni esempi, quasi tutti d’oltralpe. Qui ci vuole innovazione di modello di business. La terza direttrice è ridurre i costi dei prodotti tradizionali con innovazione di processo, una strada sempre meno percorribile, che produce e produrrà meno valore delle due strade che precedono.
Prodotti nuovi e di qualità superiore, oppure tradizionali ma riposizionati low cost, sono capaci di modificare i gusti e le preferenze dei consumatori, nei nostri mercati e in quelli emergenti, sviluppando volumi e valore considerevoli.

In tutti i casi ci vuole innovazione! Il numero di brevetti registrati negli Usa da paesi stranieri è cresciuto da 8mila a oltre 110mila nel periodo 1964-2010. L’Italia contribuisce per meno del 2%. Il numero di brevetti registrati dal paese straniero più attivo era 8 volte superiore al numero di brevetti registrati dall’Italia nel 1964, mentre nel 2010 questa proporzione sale a 25.
Se accettiamo il numero di brevetti registrati come approssimazione della capacità di un paese d’innovare, dobbiamo riconoscere che il nostro non soltanto è in una posizione arretrata, ma sta progressivamente scivolando nelle retrovie.

Non ci sono alternative, le nostre imprese devono vincere la resistenza a investire nell’innovazione e nei brevetti. Anche se la nebbia rende difficile vedere con chiarezza il futuro. Per competere con successo non è più possibile fare le stesse cose di sempre e farle nello stesso modo. Crisi o non crisi.
 

 

Il club
dei decisori
dove i leader
d'impresa
condividono
idee e sfide

 


© 2016 Ceccarelli SpA  - L@B - Intranet - Tutor