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N. 418

La Germania spende in R&S 3,5 volte l'Italia!


Questi casi allargano le opportunità di sviluppo di molte tra le nostre aziende attraverso la contaminazione e l'integrazione: 



Espanso il cervello umano per conoscerlo meglio

Al Mit è stato espanso di 20 volte il cervello di un topo senza alterarne la struttura. Al punto che ha consentito di ricostruire esattamente in 3D la sezione di un cervello. Grazie a questa innovativa tecnologia  sarà molto più facile studiare la complessa struttura celebrale (per approfondire).



Nutella innova il modo di conoscere la psicologia dei clienti

La soluzione recentemente adottata da Nutella indica che la tecnologia consente di farci vivere sia in maniera  nucleare (come singolo) sia in maniera collettiva (come gruppo). La marca ha colto questa dimensione come pochi hanno saputo fare e sta sviluppando qualcosa di veramente promettente in termini di marketing (per approfondire).



I robot figlianoI biot, ovvero i robot contenenti biotecnologia, stanno sostituendo i robot come l'Homo Sapiens sostituì quello di Neanderthal. Questo ci porta a riflettere sul fatto che, con l'attuale tecnologia, potremmo usare un utero artificiale per fecondare un biot (per approfondire).



 


 


06/06/2017 07:28:10

Gentile dr. Ceccarelli
spendere per l'innovazione tecnologica e per la ricerca di base implica investimenti non solo privati, tanto più in un sistema come quello italiano che sconta storici e strutturali ritardi e freni in termini di produttività.
Il nostro Paese ha dunque estremo bisogno di una lungimirante politica industriale per rilanciare la sua crescita.
Questa però passa per un incremento delle spesa pubblica produttiva e per una intelligente - ma alquanto diffusa - detassazione. Il che vuol dire che è impossibile da farsi per un paese membro dell'Unione
- che debba quindi rispettare i noti vincoli comunitari - e che abbia i rapporti di finanza pubblica (deficit / PIL e debito / PIL) come i nostri.
E' disposta l'Europa a concederci flessibilità temporanea sul vincolo deficit / PIL in cambio di una nostra decisa e credibile azione sulle componenti improduttive della spesa pubblica? Ovviamente contrllando la effetiva destinazione del maggior deficit pubblico temporaneamente concesso? Se no dobbiamo far capire che l'Euriopa è cosa buona e giusta, ma no ad ogni costo e soprattutto no a costo di condannarci ad un inesorabile e neppure tanto lento declino.
Carlo Palego
 

 

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