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Nr. 465

La realta‘ aumentata cambia il modo di competere delle aziende


La realtà aumentata migliora la sicurezza informatica



Configurazioni digitali tridimensionali sono come mondi Matrix per pattugliare le reti  di computer: war room dove visori che intensificano la realtà fanno operare in mondi digitali, immersi nella realtà virtuale. Così si interagisce come nei videogame.



La start-up texana ProtectWise ha lanciato sul mercato una soluzione, chiamata Immersive Grid, per la cyber security.  



I componenti hardware, per esempio i pc o gli smartphone della rete, sono rappresentati come se fossero edifici di un’area residenziale: un quartiere nella città senza fine di internet.



Invece di avere il giardino, la gente, il luogo di culto, i vari negozi, cinema e via dicendo, nel caso di un’azienda avremo le suddivisioni in aree geografiche (i mercati) e i dipartimenti che se ne occupano sono singoli edifici.



In questo modo, ad esempio, un addetto alla sicurezza informatica entra nell' edifico relativo al marketing  dei mercati del Sud Europa - in realtà nei server, computer e smartphone utilizzati da questo dipartimento aziendale -. Girando al suo interno può individuare anomalie e attacchi. Quindi può agire e, se necessario, metterlo in quarantena affinché non rechi danni ad altri edifici, ovvero al sistema aziendale.



In questo ambiente si procede usando il filtraggio visuale. Si aprono così ampi spazi per chi ama i video game ed è esperto nel muoversi in ambienti di guerra. Questa competenza è proprio ciò che serve per cogliere la minaccia di una intrusione informatica e di contrastarla usando le armi in dotazione nel veicolo di pattuglia di Immersive Grid: anche chi non ha una conoscenza informatica può lavorarvi!.



Il fatto che i dati appiano in forma visuale, resi graficamente come se si trattasse di un videogame, fa si che si aprano opportunità di lavoro qualificato, ad elevato reddito, anche a persone senza esperienza informatica che diventano abili nel gestire gli imprevisti e i rischi di un ambiente digitale.





Dalla realtà aumentata a quella mixata



Oltre la realtà aumentata, cioè la tecnologia che impone immagini digitali al mondo fisico, c’è quella mixata in cui s’integrano elementi reali fisici ed elementi reali digitali che interagiscono insieme, condivisi da tutte le persone che usano un apposito visore.



Allora è possibile che nel nostro ufficio, sul nostro tavolo, si ponga un modello fisicamente reale, ad esempio una lampada di cui si voglia miglorare il design e la funzionalità. I colleghi in giro per il mondo apportano modifiche in tempo reale modificando e inserendo dei componenti reali solo digitalmente. Alla fine si ottiene un prodotto finito mixando componenti reali e digitali visibili con l’apposito visore per la mixed reality.



Questo vale per un nuovo componente tecnico o un nuovo prodotto finito ma anche per molti altri casi. Ad esempio, un chirurgo  deve inserire una protesi ad un paziente e, durante l’operazione, può essere collegato in realtà mixata con un collega specialista, che si trova all’altra parte del mondo, il quale può suggerire come fare le incisioni nel tessuto simulando in maniera digitale, ma reale, di farlo sul tessuto del paziente senza ovviamente incidere effettivamente le carni. Ma è come se lo avesse fatto e l’esperienza è utile al collega che sta per farlo. 



 


 

 

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