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Nr. 478

AI - efficienza e piu' business


Grazie a specifici sensori, riconoscono le facce da foto e video, trasformano il parlato in testi e viceversa, seguono il tragitto di cose e persone, segnalano i punti d’attenzione delle conversazioni, capiscono le domande e forniscono le risposte, guidano le automobili.



I due ingredienti, oggi sempre più a buon mercato, sono un software per guidare l’apprendimento della macchina e un sensore. Cosi si possono fare molte cose: identificare un ricercato all’imbarco del volo, individuare un cinghiale nel bosco fuori casa, ottimizzare i gesti di un magazziniere, capire un conferenziere che parla in tedesco e rispondere nella stessa lingua mentre si parla in italiano, fino ad avere un’auto senza conducente che si muove nel traffico di una grande città.



 



Il 20% delle aziende già coinvolte: si ricerca più efficienza e più business



Per l’85% delle imprese l’AI offre vantaggi competitivi ma, secondo il Mit, solo il 20% la sta adoperando. Come in ogni innovazione, i tempi di adozione fanno spesso la differenza: troppo presto può rivelarsi molto costoso, troppo tardi può far chiudere l’azienda.



L’impatto dell’AI però non è così semplice. Per essere efficaci, i sistemi richiedono una robusta preparazione dei dati, un intenso controllo degli algoritmi e molta personalizzazione. Bisogna aver chiaro il campo d’applicazione, gli sforzi necessari per raggiungere i risultati sperati e l’adeguamento dell’attività operativa. Ci sono concrete possibilità di trasformare l’organizzazione interna attraverso i nuovi processi. Ma ci sono anche possibilità di realizzare grandi successi o di disgregare completi settori come, a esempio, potrebbe avvenire con le auto senza guida o la scoperta di nuovi farmaci.



Prima la macchina aiutava l’uomo, ora con l’AI l’uomo aiuta la macchina. Sono molteplici i risvolti del suo ingresso in un’impresa: migliora l’attività corrente riducendone i costi ed evidenziando nuove opportunità; sceglie i candidati migliori durante la selezione oppure individua i dipendenti scontenti suscettibili di alzare i rischi di cyber-security. Riordina ogni venerdì lo stock di una rete di negozi di vendita al dettaglio, non solo sulla base delle vendite, ma anche delle previsioni del tempo. Scopre se l’interlocutore sta dicendo la verità, prima di stipulare una polizza assicurativa, attraverso le reazione del volto durante il colloquio. Segnala i prodotti ai clienti, fa pubblicità mirata e prevede la domanda di una campagna di vendita (sul web non si ha successo senza queste applicazioni).




 

 

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