CONCETTI CHIAVE



Principi di produttività


I principi che hanno portato alla definizione dell’indice di produttività Ceccarelli ICP® sono i seguenti:
  1. Non è possibile migliorare un risultato in modo duraturo senza misurare il processo che lo ha determinato.
  2. I fattori scarsi universali che determinano la sostenibilità dell’impresa sono il tempo e il capitale investito.
  3. La produttività relativa totale è favorita dalla quota di mercato dell’impresa rispetto a quella dei diretti concorrenti.
  4. Sono i clienti dell’impresa, con la loro percezione dell’utilità dell’offerta, che indicano dove e come investire tempo e capitale.
  5. L’organizzazione del lavoro premia la produttività totale quando massimizza il margine di contribuzione per unità di tempo dei processi.
  6. La tecnologia premia la produttività totale quando alleggerisce la struttura del capitale e abbassa il punto di pareggio economico.
  7. La produttività totale migliora se l’impresa si concentra e investe nelle attività che assicurano i vantaggi competitivi e esternalizza le attività che non sono differenzianti.
  8. L’innovazione premia la produttività totale se riduce l’impiego di tempo e di capitale per unità di prodotto.
  9. La finanza è una leva della produttività totale quando utilizzata per la crescita della taglia dell’impresa.
  10. La produttività totale è un elemento chiave della cultura organizzativa ed ispira le decisioni dei manager.


IL TEMPO E IL CAPITALE INVESTITO


Non si può recuperare il tempo perduto
Uno dei principali elementi che agiscono negativamente sulla produttività totale dell'impresa è l'organizzazione del lavoro e dei processi che tende a subire i vincoli sia di natura tecnica sia di natura logistica.
Mettere in sequenza le attività per ottimizzare il carico di lavoro delle strutture organizzative è prassi consolidata. Ma non altrettanto diffusa è la sensibilità  di pianificare le attività  in modo da realizzare prima quelle che portano maggiore margine di contribuzione. Un'organizzazione del lavoro ottimale, infatti, consente di sfruttare il tempo in modo più profittevole lasciando che nuove opportunità  si presentino per posticipare, o abbandonare, le attività  meno redditizie.
Viceversa, un'organizzazione del lavoro non ottimale è quella che anticipa le attività  a minore margine e implica la saturazione delle strutture con attività poco redditizie e la definitiva perdita di produttività.
Come assicurare che in azienda tutto sia organizzato per dare priorità al migliore sfruttamento del tempo?
Una delle trappole principali da evitare è quella del full-cost. È molto frequente che le aziende adottino contabilità industriali basate sul costo pieno. Tale prassi ha le sue radici nel nostro sistema di contabilità civilistica che funziona con il principio costi-rimanenze-risultato ovvero nella determinazione dell'utile come contrapposizione tra il valore della produzione, gli acquisti e la variazione del valore delle rimanenze.
Un'altra trappola consiste nel misurare i risultati - e di conseguenza assumere decisioni manageriali - in termini percentuali. La percentuale ha il grande pregio di armonizzare grandezze diverse. Ma è proprio nell'armonizzazione che si annida il rischio di perdita di produttività. L'approccio corretto è quello che permette di misurare il margine di contribuzione sui costi diretti in valore assoluto e calcolarlo rispetto al fattore scarso: il tempo. L'indicatore chiave di produttività è quindi il mdc/orario

Ogni euro investito male è perso
L'impresa è l'insieme organizzato di mezzi destinati alla creazione di valore. La gestione virtuosa dell'impresa consente di accrescerne il valore attraverso i cicli di trasformazione:
  • tecnica: la produzione di prodotti e servizi partendo da materie prime, componenti e competenze
  • economica: l'incremento del valore economico riconosciuto dal mercato dei beni e servizi grazie all'accrescimento della loro utilità
  • finanziaria: l'aumento dello stock di risorse finanziarie del ciclo di trasformazione economica.

L'attività  d'impresa richiede quindi l'impiego di capitale finanziario che viene investito in mezzi a utilità  pluriennale (il capitale fisso) e in mezzi a utilità infrannuale (il capitale circolante).
Un elemento centrale della produttività totale consiste nell'ottenere la maggiore creazione di valore per unità di capitale impiegato. L'indicatore chiave della creazione di ricchezza dell'impresa è il ROI = EBIT/Capitale Investito Netto.
I fattori chiave sono ROI = (EBIT/Fatturato) x (Fatturato / Capitale Investito Netto)
  • la redditività  delle vendite del periodo: EBIT/Fatturato. Questa prestazione è strettamente correlata alla produttività del fattore tempo e dipende dall'efficacia con la quale l'organizzazione accresce il valore (e quindi l'utilità) dei costi di produzione.
  • la rotazione del capitale investito: Fatturato/Capitale Investito Netto. Questa prestazione è collegata alla produttività del sistema industriale (immobilizzazione tecniche) e dellâ'organizzazione del circolante (scorte, crediti e debiti operativi).

Gli interventi di incremento della produttività totale prevedono l'integrazione dei due aspetti:
  • la produttività del mercato e dell'organizzazione: aumento del fatturato e del valore aggiunto più che proporzionale dell'aumento dei costi operativi (aumento EBIT)
  • la produttività del capitale: aumento del capitale investito e della posizione finanziaria netta meno che proporzionale dell'aumento di fatturato (aumento rotazione).

Strumenti della conoscenza

 

DIAGNOSTICO E SOLUZIONE


Consiste in un modulo di lavoro di due settimane che permette di posizionare l'impresa rispetto all'osservatorio Ceccarelli composto da:
  • Calcolo della produttività  totale e scomposizione in:
    • produttività  di mercato (bilanci)
    • produttività  dell'organizzazione (bilanci)
    • produttività  del capitale (bilanci)
L'analisi è effettuata sui bilanci dell'ultimo triennio disponibile e con il posizionamento dell'azienda rispetto a:
    • Comparto e fascia di fatturato (osservatorio ICP®)
    • Settore (osservatorio ICP®)
  • Analisi della redditività  (ROI) del portafoglio di business:
    • PAR ROI vs ACT ROI (PIMS)
    • ROLA - manovre per miglioramento redditività (PIMS)
  • Analisi dei processi manageriali:
    • Pianificazione e controllo (full cost vs direct cost...) - Interviste
    • Misurazione dei fenomeni (KPI, reportistica...) - Interviste
    • Coordinamento (integrazione vs specializzazione...) - Interviste
  • Stima del potenziale di miglioramento della produttività :
    • Crescita fatturato - quota di mercato (PIMS + Osservatorio)
    • Crescita valore aggiunto - CVM (PIMS + Osservatorio)
    • Crescita ROS - BEP analisi (Impatto della crescita sull'Ebit)
    • Crescita ROI - Andamento CIN vs Fatturato (PIMS + Osservatorio)
  • Piano di intervento:
    • Leve su cui agire
    • Programma di lavoro
    • Ritorno dell'investimento
    • Proposta economica


PROTOCOLLO D'INTERVENTO PER AUMENTARE LA PRODUTTIVITÀ TOTALE


L'intervento per l'aumento della produttività  totale è¨ articolato in direttrici specifiche:
  • Strategia
  • Prodotto
  • Operations
  • Commerciale
  • Organizzazione
MIGLIORAMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ

Esiste un collegamento diretto tra ICP®, gli indici che lo compongono e le leve operative che imprenditori e manager utilizzano nelle loro aziende. Questo collegamento diretto viene individuato e analizzato ed è alla base delle principali decisioni aziendali.
L'esperienza di oltre 35 anni di consulenza di direzione di Ceccarelli spa e i risultati della ricerca Pims hanno permesso di individuare dieci concetti utili per agire con successo sulle leve operative dell'azienda.

  • Mantenere l'investimento snello. Le tecnologie e le modalità di business prescelte determinano il livello di ricavi ed il valore aggiunto generati da ogni euro impiegato nell'impresa. Un investimento snello in genere produce un impatto positivo sul profitto e sul flusso netto di cassa. Le imprese che sono troppo meccanizzate o automatizzate o con troppa merce in magazzino, inseguono i volumi piuttosto che i margini, a scapito della redditività.
  • Conquistare la preferenza dei clienti. La preferenza dei clienti per i prodotti/servizi offerti dall'impresa ha un impatto favorevole su tutte le prestazioni aziendali. L'impresa deve utilizzare la comprensione di cosa guida le decisioni di acquisto dei clienti per capire il vantaggio competitivo e sfruttarlo.
  • Investire in una forte posizione di mercato. La quota di mercato di un'impresa ha un impatto positivo sul profitto e sul flusso di cassa. Rappresenta un limite alla crescita se molto alta.
  • Gestire la complessità. Molti sistemi contabili sottostimano il vero costo di soddisfare piccoli ordini. Di conseguenza le imprese spesso fanno proliferare inutilmente prodotti e clienti, danneggiando le prestazioni.
  • Valorizzare il fattore umano. Nei periodi di cambiamento e di gestione opportunistica, le imprese per prosperare necessitano di adattabilità, cultura partecipativa e incentivi per la crescita. Nei periodi di maturità ci vuole disciplina e chiarezza.
  • Puntare su un'adeguata innovazione. Azioni estensive e costose nell'introdurre nuovi prodotti, nella ricerca e sviluppo, nel marketing, in genere migliorano le prestazioni se l'impresa parte da una forte posizione di mercato. Altrimenti possono creare crescita, ma a scapito del profitto.
  • Minimizzare il potere dei clienti. I clienti che comprano per grandi somme di denaro, in particolare prodotti su misura, sono chiaramente in una posizione tale da poter richiedere grossi sconti e condizioni accessorie costose. Questo ha un impatto negativo sulle prestazioni e crea più rischi per l'impresa.
  • Ottimizzare mix di marketing. Un mix di pubblicità, promozioni e forza vendita ottimale per una data offerta in un particolare mercato può accrescere significativamente le prestazioni.
  • Entrare nei mercati in crescita. La crescita del mercato ha di solito un'influenza favorevole sul profitto ed una negativa sul flusso di cassa.
  • Integrazione verticale. L'integrazione verticale ha in genere un impatto positivo sulle prestazioni in mercati stabili e maturi. In quelli in rapida variazione, in crescita o in calo vale l'opposto.

Implicazioni per imprenditori e manager
Questi concetti sono legati tra loro da rapporti causali. Completano la conoscenza per sviluppare una strategia articolata su tutti gli elementi rilevanti. La globalizzazione dei mercati rende necessario saper trasformare le "unicità" dell'impresa in fattori di successo. Inoltre, agire velocemente e anticipare le mosse dei concorrenti rappresentano altri ingredienti.